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venerdì 20 settembre 2013

Le pellicce morte

Cioè, non so se anche a voi fa una certa impressione l'idea che i russi si vengano a comprare le pellicce in saldo a Roma, e a settembre, per di più.

sabato 29 giugno 2013

Anno quinto della crisi


Viale Europa, zona di pregio di Roma Capitale: quel mucchio di coperte è un essere umano che ha passato la notte così

sabato 11 maggio 2013

A proposito del Centro Storico


Ieri: via dei Cerchi e Bocca della Verità trasformati in parcheggio di Lamborghini (allora è vero che non c'è la crisi, nuovo segnale positivo che si aggiunge ai ristoranti pieni ed ai voli tutti prenotati)

venerdì 22 febbraio 2013

Calo dei consumi


Lo sconto aumenta del cinque per cento, e si estende a tutti gli articoli: Viganò, storico negozio accanto al teatro Quirino, chissà per quanto resterà ancora aperto.

martedì 12 febbraio 2013

Sic transit gloria mundi

Più che le dimissioni del papa, è il Corrierone che lascia via Solferino a segnalare che la fine del mondo è ormai vicina.

martedì 5 febbraio 2013

Ahi come sa di sale lo pane altrui

Piccola precisazione per i non romani: Panella è probabilmente il panificio più caro della città,  il pane costa  come minimo 8 euro al chilo. Non mi sembra un buon segnale, così come il riferimento alla tradizione degli anni '50.

giovedì 24 gennaio 2013

I soldi degli altri

Bene, i padroni passano dalla protesta alla proposta e pubblicano il loro manifesto ovvero tutto quello che bisogna fare per ricominciare a crescere. Non siamo sorpresi di scoprire che si richieda di recuperare una maggiore flessibilità in entrata, riformando la riforma Fornero, ma c'è un'altra cosa che colpisce, anche se non sorprende: il programma di Confindustria non è a costo zero, ma prevede solo vantaggi per alcuni, solo svantaggi per altri.
Riduzione delle imposte sui redditi d'impresa,

La botte piena e la banca ubriaca


Bene, tutte le cose belle hanno una fine, quindi anche il Monte dei Paschi è il caso che chiuda bottega; sia detto per inciso, se si chiama così una ragione c'è, Paschi sta per pascoli, si scontava la lana delle pecore, di soldini contanti ce ne sono sempre stati pochi.
L'occasione però è troppo ghiotta perché ogni giornalista si possa privare del piacere di sparare sui nemici di classe del proprio editore: c'è chi spara sui partiti e chi spara sulle banche.
Questi ultimi dicono che le banche continuano a soffocare l'economia reale, e citano il calo dei prestiti alle imprese, ridotti di un ulteriore 4% nello scorso mese di novembre; poi, con agile colpo di reni, ci ricordano nella stessa frase che il sistema bancario ha in pancia qualcosa come 150 miliardi di crediti difficilmente esigibili (tecnicamente "in sofferenza"), ovvero soldi prestati e che si ritiene ragionevolmente non saranno restituiti.
Di grazia, allora, quali soldi le banche dovrebbero prestare ancora, ed a chi? 

domenica 13 gennaio 2013

Anni difficili

Non scopro l'acqua calda, ma quando vedi che nel supermercato nel cuore di un quartiere benestante la merce in offerta è finita dalla sera alla mattina ti rendi conto che ci sono parecchie cose che non vanno.