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sabato 1 febbraio 2014

Il sonno dell'autore

Bene, più o meno lo sapete tutti che è uscito il seguito di Shining, come lo sanno i motori di ricerca: a cercare la copertina del libro, viene fuori anche la meravigliosa faccia da pazzo di Jack Nicholson nel film di Stanley Kubrick parecchio disprezzato dallo scrittore.
Ovviamente non vi racconto la storia, ci mancherebbe altro: però la faccenda delle avventure del figlio di Jack Torrance, Dan, detto anche Doc da bambino, hanno forse un po' preso la mano all'autore.
Ebbene sì, per una volta ho una critica da muovere al Re del Brivido, troppo concentrato sui personaggi a scapito della storia, a mio modesto avviso; insomma, dopo tante e tante pagine meravigliose a creare il climax, lo scioglimento dei nodi della vicenda è forse troppo immediato.
Comunque, leggetelo, e magari ne parliamo ancora; ancora, perché, se ricordate, vi ho già inflitto una specie di istant post, qualche giorno fa.

martedì 28 gennaio 2014

I dettagli del diavolo

E' uscito in Italia il nuovo libro di Stephen King, seguito di Shining, e non me lo sono lasciato scappare. Ho cominciato a leggere e mi sembra, dalle prima quaranta pagine più o meno, che sia degno di nota. 
Però, però.
A pagina ventinove viene descritto un tizio che indossava, tra l'altro, calze bianche che gli ricoprivano gli stinchi ossuti fino alle ginocchia e sandali infradito di cuoio.
Cioè, va bene che sono americani, ma come si fa ad indossare gli infradito, sia pure di cuoio, con le calze? E? colpa dell'età che avanza anche per il Re del brivido, o magari del traduttore?

venerdì 22 novembre 2013

November morning

Cinquant'anni fa moriva a Dallas John F. Kennedy, e l'America perse l'innocenza faticosamente riconquistata dopo la Guerra Civile e tutto il resto.
Prima di salire sulla collinetta erbosa e di inseguire assassini diversi e numerosissimi, vi invitiamo a leggere questa recensione, già pubblicata per la prima volta il 20 novembre 2011 sul blog collettivo Che libro stai leggendo? che pure ha ospitato alcuni nostri articoli.
Meglio che infliggervi una rimasticatura da Wikipedia, secondo me.

Finalmente è arrivato, dopo la dose di metadone costituita da quattro racconti lunghi pubblicati l'anno scorso: è il nuovo Stephen King, molto ma molto ambizioso. Quasi una ucronia, ovvero l'uomo che scopre il modo di andare nel passato e salvare Kennedy, quel mattino di novembre a Dallas.
King ama gli anni '50 e '60 come si vivevano negli USA, e da bravo raccontatore di storie pesca nel suo archivio e richiama alle armi il "Club dei Perdenti" di It, per una comparsata di Beverly Marsh e di Richie Tozier, oltre ad un cameo del perfido signor Keene, il farmacista di Derry (ricordate l'inalatore di Eddie Kapsbrak?).

venerdì 14 giugno 2013

Daje



Sindaco, dia il buon esempio e metta il casco, da bravo. E complimenti per la Schwinn, bici cantata da Stephen King in It.

venerdì 7 giugno 2013

Il baraccone del fenomeno

Il Maestro del Brivido abbandona le sue raffinate e complesse cosmogonie e ci presenta, stavolta, una piccola (anche per numero di pagine) storia di formazione ambientata in un luna park sulla Costa Orientale.
Ha rinunciato al suo adorato Maine ed ha preso anche qualche scena da Duma Key, dimostrando che davvero della sua immensa produzione non si butta via niente.
Storia di formazione significa studenti universitari più o meno squattrinati che trovano un lavoro estivo (beati loro, ma è ambientato quaranta anni fa), intrecciano e disfano amori, si abbronzano e mettono su muscoli che potranno servire loro in altre circostanze, e c’è anche l’affascinante donna di dieci anni più grande che si regala la verginità del protagonista: una vera MILF, ma Stephen King è troppo ben educato per usare questa sigla.
Poi c’è anche l’orrore, certo, ma stavolta se ne sta un po’ nascosto, molto sullo sfondo, prima di concludersi con una bella scena di violenza che è un omaggio, tra tutti quelli possibili, ad un film di più di sessant’anni fa (e no, non vi dico quale, se no capite subito come

lunedì 14 gennaio 2013

Andare sul sicuro


Dopo l'esperimento scandinavo, un autore che non si sbaglia: Stephen King, The Dome.
Il terrorista di Bangor, Maine, dopo qualche libro più intimista, torna al vecchio amore, la descrizione di una piccola comunità - comunque un paio di migliaia di persone - immersa in un incubo, in questo caso una cupola (in inglese dome, appunto) che sigilla un paesino sperduto della Nuova Inghilterra: dove si dimostra, tra l'altro, che non ci sono meccanismi democratici perfetti, e che si riesce benissimo a mandarli in corto circuito trasformando Chester's Mills (che ha preso il posto di Castle Rock) dal sogno americano con casette a schiera, villette con giardino ed orto, grandi spazi e scuola superiore con annessa squadra di basket e di football in un incubo dittatoriale, dove il libito diventa lecito.
A me è sembrato, addirittura, un apologo degli otto anni di W. Bush, quando in nome dell'emergenza, così come ripetuto spesso dai protagonisti del libro, tutto si può fare. E se Stephen king si interessasse anche delle provincie dell'impero, poteva essere del pari un racconto