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domenica 8 dicembre 2013

Düra minga, non può dürar

Bene, le primarie PD si sono concluse con la vittoria annunciata del toscanaccio; insomma, sembra proprio che il centrosinistra sia stato disposto a vendersi una buona parte dell'anima pur di riuscire, per una volta, a vincere le elezioni.
Le domande sono due, a questo punto.
La prima è: cosa conta di fare i'Rrenzi con la struttura del partito, che è palesemente contro di lui.
La seconda, invece, riguarda tutti: quanto durerà.
No, non il governo, cosa avete capito?

PS: per i diversamente giovani, questo link spiega l'immagine qui a sinistra.

domenica 14 luglio 2013

Per fatto personale

Forse i miei venti lettori sono rimasti sorpresi dal non aver trovato qualche puntuto commento sulla rendition all'amatriciana di cui si è resa responsabile l'Italia; il problema è che io, al contrario dei giornalisti, non scrivo di cose che non conosco.
A questo punto, l'unica cosa che mi viene da dire è: va bene Alfano, ma perché non dovrebbe dimettersi anche il ministro degli Esteri?

domenica 28 aprile 2013

Una compagine nuova

La rituale foto del giuramento dei ministri del governo Letta

Il bicchiere non è completamente vuoto

Ci ho anche dormito sopra, ed alla fine ho concluso che c'è qualcosa di positivo, in questo governo che ci hanno servito bell'e pronto: visto che ci si sono alleati, non potranno più ricattarci ed estorcerci il voto con la minaccia "altrimenti arriva l'uomo nero".
Quindi, da molto perplesso elettore di centrosinistra mi riapproprio del mio diritto di scegliere e dichiaro qui, forte e chiaro, che non voterò per Ignazio Marino alle prossime comunali.

venerdì 29 marzo 2013

Un'offerta che non è possibile rifiutare

Bersani non si è reso conto (o forse sì, ma fa finta di niente) che il suo tempo è scaduto; leggo che vorrebbero mandare in pista Renzi, forse per poterlo poi abbandonare, e fare il governone mascherato, con i cascami della destra sotto mentite spoglie.
Perché il governo bisogna farlo, perché il Presidente della Repubblica insiste e tanti buoni altri motivi.
Fatelo, questo governo, ma alle prossime elezioni il piddì farà la fine di Ingroia, e non dite che non ve lo avevano detto
.

martedì 26 marzo 2013

Dimissioni al quadrato

Insomma, abbiamo già un governo dimissionario in carica solo per gli affari correnti: com'è che adesso un ministro di questo governo si dimette? Non ha fatto già ridere abbastanza?

venerdì 22 marzo 2013

Si apre o non si apre?

Più o meno cinquant'anni fa Vittorio Gorresio parlava del governo paracadutista: quello di Fernando Tambroni, che si presentò alle Camere senza una maggioranza precostituita, se il paracadute si apre bene, altrimenti si schianta. Per la storia, Tambroni non si schiantò grazie ai voti del MSI di Michelini, ma durò pochi mesi, all'inizio del 1920, e fu travolto dalla piazza: capirete, il 25 aprile non era tanto lontano, e c'era ancora un certo ribrezzo nei confronti dei fascisti.
Adesso è Bersani a indossare il paracadute.

mercoledì 6 marzo 2013

Tafazzi colpisce ancora

Alla fine, questa sarà la linea del PD nella complicata temperie post elettorale. Dirlo prima, era troppo difficile?

Pelo sullo stomaco

Non ho idea di come andrà a finire lo psicodramma del piddì, e mi rifiuto di fare previsioni.  Dico però qui che, se appena avessero il minimo senso della politica, non dovrebbero fare altro che salire al Colle, al momento delle consultazioni, e fare un discorsetto di questo genere: "Caro Presidente, il nostro partito intende assumersi le proprie responsabilità ed è disposto ad esprimere un Governo, che però non avrebbe mai la fiducia per governare non essendo noi disposti ad allearci con l'innominabile. Considerato che dalle urne è uscito primo partito il M5S, siamo quindi disposti ad uscire dall'aula (al Senato) e ad astenerci (alla Camera) al momento della richiesta di fiducia di un governo a guida Grillo o chi per lui, riservandoci di decidere, volta per volta, se votare contro o a favore dei singoli provvedimenti".

martedì 5 marzo 2013

Il governo in testa

La paura di tutti i più avvertiti politici, giornalisti, commentatori, è che non si riesca a formare un governo.  Guardate che il Belgio, spaccato lungo linee linguistiche tra fiamminghi e valloni, è stato più di due anni senza, e non mi pare se la sia cavata malissimo, proprio mentre noi un governo sì che ce l'avevamo, era quello dell'innominabile, che ha ottenuto i risultati che tutti conosciamo.