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mercoledì 6 marzo 2013

Pelo sullo stomaco

Non ho idea di come andrà a finire lo psicodramma del piddì, e mi rifiuto di fare previsioni.  Dico però qui che, se appena avessero il minimo senso della politica, non dovrebbero fare altro che salire al Colle, al momento delle consultazioni, e fare un discorsetto di questo genere: "Caro Presidente, il nostro partito intende assumersi le proprie responsabilità ed è disposto ad esprimere un Governo, che però non avrebbe mai la fiducia per governare non essendo noi disposti ad allearci con l'innominabile. Considerato che dalle urne è uscito primo partito il M5S, siamo quindi disposti ad uscire dall'aula (al Senato) e ad astenerci (alla Camera) al momento della richiesta di fiducia di un governo a guida Grillo o chi per lui, riservandoci di decidere, volta per volta, se votare contro o a favore dei singoli provvedimenti".

martedì 5 marzo 2013

Il governo in testa

La paura di tutti i più avvertiti politici, giornalisti, commentatori, è che non si riesca a formare un governo.  Guardate che il Belgio, spaccato lungo linee linguistiche tra fiamminghi e valloni, è stato più di due anni senza, e non mi pare se la sia cavata malissimo, proprio mentre noi un governo sì che ce l'avevamo, era quello dell'innominabile, che ha ottenuto i risultati che tutti conosciamo.

sabato 2 marzo 2013

Il circo della politica

Ecco la copertina dell'Economist, che non saprei se è l'organo ufficiale del Cominform o il portavoce del complotto demo plutomassonico (no, non "giudo", per fortuna, o almeno non l'hanno ancora detto).
"Entrino i clown", in genere, si dice quando il trapezista ha mancato la presa e si è schiantato o le tigri hanno fatto uno spuntino col domatore, e direi che è particolarmente indicato anche nelle nostre più modeste e meno sanguinose circostanze.

Del porcellum non si butta via niente

Il sistema elettorale non deve essere una camicia di forza ma un abito su misura, dice un costituzionalista come Michele Anais; difficile dargli torto, però i parlamentari non sono tutti dei Caraceni.
Il porcellum che stiamo utilizzando dal 2006 (tre turni elettorali, due anticipati) è sotto accusa principalmente per il cosiddetto sequestro della volontà popolare: niente preferenze, un Parlamento di nominati. Posso dirlo? Lo dico: è una sesquipedale buffonata.  Le preferenze non c'erano neanche nel mattarellum utilizzato dal 1994 al 2001

venerdì 1 marzo 2013

La politica colpisce ancora

Per chi non è più un ragazzino, queste elezioni sono un bagno di gioventù.  Insomma, siamo tornati agli equilibri difficili di trent'anni fa, dalle urne non esce la maggioranza, bisogna trattare.
Solo che i politici di oggi hanno la memoria di un pesce rosso, come i loro elettori.
Non c'è dubbio, ha vinto Grillo, ma cosa vuol fare della vittoria? A prima vista, direi che non gli basta, vuole stravincere: è il primo partito ma non ha la maggioranza, e sta tentando il buon

Emeritismi

Premesso che comunque io da tempo non lo sto più a sentire, ma perché continuano ad intervistare D'Alema, ormai parlamentare emerito?

giovedì 28 febbraio 2013

Darwinismo elettorale

In buona sostanza, tutte le elezioni dal 1994 ad oggi hanno dimostrato che un partito strutturato e con pretese di serietà non è in grado di competere validamente sul mercato politico italiano: alla cancellazione dell'ICI, alla restituzione dell'IMU, ai mille euro al mese per tre anni non si può rispondere parlando di rimodulazione del prelievo fiscale.
E chi non è adatto all'ambiente si estingue, naturalmente.

mercoledì 27 febbraio 2013

martedì 26 febbraio 2013

Le parole che non ha detto

Una cosa doveva dire, Bersani, dopo il disastro: mi dimetto.  Se ne è guardato bene. Con dirigenti così, come si fa a vincere?

Quello che non ti aspetti (e che invece dovresti aspettarti)


Qualche noterella sulle elezioni, con il mal di testa tipo doposbronza.

Per prima cosa, non è vero che i sondaggi non servono: anzi, sono precisissimi, dal momento che se dicono che vince la destra ci azzeccano, se dicono che vince la sinistra sono sbagliati.

Per favore, non dite che è come nel 2006: è molto peggio.

Dobbiamo farcene una ragione: questo è un Paese di destra, e non solo; mi sa che se in Italia alle prossime elezioni si presenta Sauron e promette lo sconto sul bollo auto, vince alla grande. 

Sulla stampa anglosassone hanno definito Bersani "don't rock the boat guy": che carucci, noi diremmo "non fate l'onda", invece.

E a proposito di Bersani, non è che ha sbagliato campagna elettorale, non l'ha proprio fatta.

Ancora, se Bersani comincia appena appena a trattare con Berlusconi, alle prossime elezioni Grillo prende almeno il settanta per cento, e si risolve ogni problema.

lunedì 25 febbraio 2013

Ve lo meritate Berlusconi

Senza altri commenti

Escono dalle fottute urne

Ci siamo, fino adesso abbiamo scherzato con i risultati delle corse clandestine, ma è il momento di fare sul serio, contiamo i voti, contiamoli bene e vediamo cosa viene fuori.

domenica 24 febbraio 2013

Decentramento indecente

Scopro che l'ufficio elettorale di Roma Capitale (sì, adesso si chiama così, magari prima non eravamo la capitale) si è spostato a due passi da casa mia: ottima soluzione per me, visto che sono andato comodamente a piedi a ritirare il nuovo certificato elettorale avendo esaurito il vecchio, ma prima era in centro, alle spalle di piazza Venezia, e magari era più comodo per tutti quelli che abitano, per dire, a Torrevecchia.
Però decentriamo le competenze sui buchi nelle strade, quelle sì, così un appaltino lo più dare veramente chiunque.

Dubbi amletici

Che ne dite, scelgo il set di pentole in acciaio inox 18/10 per cucinare senza grassi o la mountain bike con cambio Shimano a diciotto rapporti?

Adda passà a' nuttata

Allora, sono abbastanza rintronato dai sondaggi che non avrei dovuto conoscere, ma mi sono fatto una certa idea della tendenza: è probabile che l'innominabile sia superato anche dall'insetto (ma si nasconderà dietro il risultato di coalizione e solo i più avvertiti se ne accorgeranno) e che il tassì arancione per Monte Citorio buchi una gomma e non arrivi a destinazione anche dopo aver tagliato la strada alla liFta di FiniFtra.
E alla fine si potrebbe scoprire che il giaguaro è diventato un gattino domestico: non mi resta che andare a votare, e poi aspettare domani: domani, in effetti, sarà un altro giorno.

sabato 23 febbraio 2013

Elezioni, che passione

E' opportuno essere un po' più ciarlieri del solito, visto che il voto è una cosa seria. 
Prima cosa: sento dire che con questo sistema elettorale non si possono scegliere i candidati, ma il porcellum ha ben altri difetti, secondo me più gravi.  Er Batman Fiorito, Penati e Renzo Trota Bossi hanno preso un bel po' di preferenze, e vedete un po' che tipi sono, per dire.
Quindi, per venire al centro della questione, non ho certamente bisogno di spiegare perché non voterò per l'innominabile, e non voterò per Grillo perché le persone contano meno delle idee (e le idee di Grillo sono quelle che sono).

Attenzione, battaglione

Comunico a quanto lo vogliono sapere che alle 16:30 GMT+1 di oggi questo blog si endorserà.  Grazie per l'attenzione.

Al mio segnale scatenate il voto

Allora, ce l'abbiamo fatta, è finita una spaventosa campagna elettorale (speriamo senza altri colpi di scena) cui siamo più o meno sopravvissuti e adesso, che domenica piova, nevichi o ci sia il sole, siamo al momento della verità.
E per il momento davvero credo che nessuno abbia la più lontana idea di come andrà a finire (qui i sondaggi che nessuno deve conoscere) anche se una cosa è certa: la capacità di farsi male di una certa parte politica è qualcosa che gli umani non possono nemmeno immaginare.

mercoledì 20 febbraio 2013

Panem et circenses

Ancora non ha passato il turno, ma questo risultato può valere almeno un punto in più nelle urne per l'innominabile.

venerdì 15 febbraio 2013

Una settimana lunga un giorno

Senza sondaggi ci sentiamo soli: per fortuna c'è ancora una settimana di campagna elettorale e poi basta, una campagna elettorale orribile, e pensare che c'era chi si lamentava di quella del 2008, che al confronto sembra roba tipo Churchill contro Attlee subito dopo la guerra.
Però ci sono degli indicatori di non poco momento: i quotidiani di famiglia e di area dell'innominabile hanno cominciato a sparare ad alzo zero su Giannino e su Grillo, il che significa che da quelle parti c'è una certa paura di arrivare addirittura terzi e non secondi, di perdere la Lombardia e di essere condannati all'irrilevanza.