venerdì 1 marzo 2013

Emeritismi

Premesso che comunque io da tempo non lo sto più a sentire, ma perché continuano ad intervistare D'Alema, ormai parlamentare emerito?

giovedì 28 febbraio 2013

Darwinismo elettorale

In buona sostanza, tutte le elezioni dal 1994 ad oggi hanno dimostrato che un partito strutturato e con pretese di serietà non è in grado di competere validamente sul mercato politico italiano: alla cancellazione dell'ICI, alla restituzione dell'IMU, ai mille euro al mese per tre anni non si può rispondere parlando di rimodulazione del prelievo fiscale.
E chi non è adatto all'ambiente si estingue, naturalmente.

mercoledì 27 febbraio 2013

Ve la do io, la politica

Io continuo ad insultare l'insetto ligure, ma nessuno dei suoi seguaci viene qui a protestare: insomma, questo blog non conta proprio niente.

Le elezioni di un clown (anzi due)

Bene, non è stato molto diplomatico, questo tedesco dal nome impronunciabile, ma provateci voi, a dargli torto.

martedì 26 febbraio 2013

Domine, non sum dignus

Giuro, non ne volevo parlare anche perché non sono credente, ma 'sta storia del papa che si dimette (considerato anche quello che sta capitando nel paesello attorno alla Città del Vaticano) è molto interessante: no, non dirò intrigante, neanche sotto tortura, perché è un anglismo e chi lo usa non sa neanche che significa, tipo il mio droghiere oggi mi ha detto che usare il fiore sardo al posto del pecorino romano nella carbonara è intrigante.
Torniamo ai nostri montoni: mi dicono che il papa è scelto direttamente dallo Spirito Santo, e molti credenti sono rimasti sconvolti dalle dimissioni di Benedetto XVI, chiedendosi cose tipo "ma allora lo Spirito Santo si è sbagliato?" che non stanno né in terra né in cielo (appunto); no, perché lo Spirito Santo non è altro che Dio, l'essere perfettissimo eccetera eccetera (visto che il catechismo un po' lo ricordo?) e non chiedetemi come sia possibile, ci vuole uno bravo.
Ma forse sette anni fa era giusto scegliere lui, solo che adesso non ce la fa più: non è che era sbagliato, si chiama relativismo, e se mette un piedino nella Chiesa di Roma non c'è che da ringraziare il papa emerito e, chi ci crede, anche lo Spirito Santo.

Le parole che non ha detto

Una cosa doveva dire, Bersani, dopo il disastro: mi dimetto.  Se ne è guardato bene. Con dirigenti così, come si fa a vincere?

Quello che non ti aspetti (e che invece dovresti aspettarti)


Qualche noterella sulle elezioni, con il mal di testa tipo doposbronza.

Per prima cosa, non è vero che i sondaggi non servono: anzi, sono precisissimi, dal momento che se dicono che vince la destra ci azzeccano, se dicono che vince la sinistra sono sbagliati.

Per favore, non dite che è come nel 2006: è molto peggio.

Dobbiamo farcene una ragione: questo è un Paese di destra, e non solo; mi sa che se in Italia alle prossime elezioni si presenta Sauron e promette lo sconto sul bollo auto, vince alla grande. 

Sulla stampa anglosassone hanno definito Bersani "don't rock the boat guy": che carucci, noi diremmo "non fate l'onda", invece.

E a proposito di Bersani, non è che ha sbagliato campagna elettorale, non l'ha proprio fatta.

Ancora, se Bersani comincia appena appena a trattare con Berlusconi, alle prossime elezioni Grillo prende almeno il settanta per cento, e si risolve ogni problema.