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domenica 22 settembre 2013

E' la stampa, bellezza, la stampa

Ieri La Repubblica non era in edicola, ed oggi si poteva leggere un puntuto comunicato del Comitato di Redazione: insomma, nonostante i quattro spiccioli incassati dalla CIR (anche se questa premessa l'ho aggiunta io) la Proprietà avrebbe presentato un piano industriale che prevede chiusure di testate ed il licenziamento di un quinto dei giornalisti.
Per carità, dispiace sempre quando c'è gente che perde il lavoro, ma perché, solo per fare due esempi, gli operai metalmeccanici sì, gli impiegati di banca sì, ed i giornalisti no?

giovedì 22 agosto 2013

2031

Francesco Merlo, che è più bravo di me (et pour cause) ci racconta il vocabolario dei servi del delinquente pregiudicato; visto che io sono solo un mestierante, mi sono fatto venire in mente la neolingua, che lui non ha citato: l'ignoranza è forza, la guerra è pace e, aggiungo, il crimine è onestà.

domenica 2 giugno 2013

Quotidiani a mano armata

Allora, Repubblica ha pubblicato, qualche giorno fa, un'articolessa sul mercato delle armi: il giornalista ci introduce medias in res raccontandoci la catena di montaggio della Beretta 92 e descrivendoci il prodotto finito.
Peccato che, secondo me, non ha visto nessuno dei due, dal momento che ci spiega che l'arma ha otto colpi nel tamburo.
Di grazia, quale tamburo?
Ho mandato una lettera alla redazione, ma non ho avuto l'onore di una risposta. 

Festa della Repubblica? [Update 18:15]


Allora, in omaggio alla festa della Repubblica, Eataly ha pubblicato su la Repubblica (no pun intended) una doppia pagina di pubblicità: oggi menù a tema, nei ristoranti del megacentro dell'eccellenza alimentare, dedicati ai presidenti, dal Capo Provvisorio dello Stato De Nicola al dodicesimo Presidente, Napolitano.
Peccato che se ne siano inventati uno, il nono.
Buon divertimento.

UPDATE

domenica 6 gennaio 2013

Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia

Allora, Scalfari non l'ha presa per niente bene, ci ha pensato un po' su e poi lo ha anche scritto; sappiamo che la sintesi non è nelle corde dell'ex Barbapapà di piazza Indipendenza, quindi non gliene vogliamo anche se poteva limitarsi ad un paio di righe di questo tenore: "Ma come, io lo ho fatto appoggiare per oltre un anno e alla fine Monti mi ha riempito di balle che neanche Berlusconi facendomi fare una figuraccia, brucio tutti domenica mattina e per due pagine gli faccio dire che non si candida e invece a ora di pranzo lui se ne va in tivvù e tomo tomo cacchio cacchio dice tutto il contrario".
Però, diciamolo, io il Senatore/Professore lo capisco.
Insomma, avete presente, no? Scatenò Repubblica a favore di De Mita e contro il CAF, con i risultati che tutti ricordiamo, poi prese per mano Occhetto e alla fine si spese per Prodi.
Se Scalfari gli si schiera contro, la vittoria è assicurata.